Life is a journey
La vita è un viaggio
Non mi ricordo bene da chi è partita l’idea… forse dal Della... fatto sta che la nostra avventura è cominciata a cavallo fra il 2003 e il 2004!
Dopo alcuni incontri e telefonate con la mitica Leila abbiamo detto “allora ci siamo: si parte!”. C’è stato un po’ di passaparola fra gli amici e gli scout e, all’inizio (come al solito), dovevamo essere in tanti. Alla fine siamo rimasti in sette!!! Pochi ma buoni, come si suol dire: Amber, Sara, Vale, Merlo, Monneu e (solo 2 maschietti) Luca e il Della!
Per il viaggio ci siamo aggregati ad un gruppo misto che partiva da Fossano (!). Il viaggio è stato lungo ma è, merito della compagnia, passato in fretta! Assieme a noi c’erano un gruppo di adulti condotti da don Piergiorgio (chi potrà mai scordare Gualtiero?!), un gruppo di “Marseillais”, un gruppo di alterna-no global (da Asti/Torino/Genova) e qualche singolo tra cui Faustino (il tombeur de femmes sovietiche) e il mitico Piero!!!
La compagnia era molto eterogenea e noi abbiamo subito legato con i francesi e con Piero. Infatti abbiamo deciso di andare con loro nella stessa parrocchia di accoglienza. Visto che era la prima volta che vivevamo un’esperienza del genere, abbiamo preferito stare tutti assieme nella medesima struttura: una scuola elementare di quartiere.
Eravamo ospiti di una parrocchia luterana in una zona residenziale alla periferia di Amburgo, a circa un’ora di bus/treno/metro dal centro e dalla zona fiera (dove ci sarebbero stati i momenti di preghiera). L’accoglienza è stata ottima, con tanto di paninazzi e bibite. Dopo averci smistati e divisi nei gruppi di discussione (tanto per cambiare ho fatto da animatrice…) non ci rimaneva che entrare nel vivo dell’incontro!
I giorni si sono susseguiti veloci (come sempre quando ci si diverte!). Faceva abbastanza freddo (più umido che altro) ma è stato sempre bello! Comunque eravamo bardatissimi: calzamaglia di lana, pantaloni di velluto (da qui la famosa “Compagnia del Velluto”!), scarpunass, pulloveroni…
La città era molto particolare. Dopo la seconda guerra mondiale i monumenti più antichi sono stati quasi tutti spazzati via dalle bombe e la città è stata ricostruita completamente! Sono rimaste diverse chiese dai campanili aguzzi (famosa la chiesa di San Michele, da dove “la gabbianella” ha imparato a volare!), una cattedrale gotica sventrata (proprio vicina alla sede del quotidiano tedesco “der Spiegel” – Lo Specchio), la casa del compositore Brahms e la piazza del comune. Tutto il resto è di recente costruzione: palazzoni di vetro, ponti di tutte le dimensioni e in ogni dove, edifici dalle forme moderniste, grattacieli… tutto però con grande ordine e pulizia (mica sono tedeschi per nulla!). I mezzi pubblici sono puntualissimi e le persone tutte educate, per quanto molto seriose.
Era la prima volta che vivevamo un incontro di Taizé europeo quindi è stata una continua scoperta: le code per prendere da mangiare (le uova rosso carminio, le salsicce rinsecchite, le scatolette con lenticchie e cotechini…), gli hangar dove passare il pranzo o la cena, le aree (coperte da frequenze radio per ogni nazione) in cui vivere i momenti di spiritualità, le persone che si occupavano dell’accoglienza e dell’ospitalità, i confronti con giovani di altri paesi, i momenti di animazione internazionale, gli spostamenti in metro…costantemente accompagnati da Monsieur François!!! Tutte queste cose sono state vissute con entusiasmo da parte di tutti!
Il momento topico è stato certamente la sera del 31 dicembre quando, dopo aver vissuto un veglia di preghiera nella parrocchia di riferimento, sono stati lanciati in aria moltissimi fuochi d’artificio ed è cominciata la “Festa dei Popoli”!!! Non mi sono mai divertita così tanto ad un capodanno, davvero! Ogni gruppo doveva presentare un gioco/ban/danza col quale animare la serata, ma la parrocchia aveva già pensato a un sacco di cose (cocktails, musica dance tedesca, luci stroboscopiche, canto “crucco”, parrocchiani allegri…). Il nostro gruppo ha proposto delle danze con accompagnamento di fisarmonica (grande Luca!) e chitarra. Inoltre (come al solito…i valdostani non si allontanano mai di casa senza almeno un “lippio” di Fontina!!!) abbiamo offerto cibo tipico ai presenti: lardo miele pane nero, mocetta, salame e pane nutella! Nella serata abbiamo anche preparato una bella “coppa dell’amicizia”!!! Per contrastare la musica tamarra nella saletta a fianco abbiamo pensato, con la collaborazione del pastore luterano (un tipo troppo forte!), di mettere un CD di musiche anni ‘70/’80! È stata troppo la mossa migliore: tutti quanti a ballare al ritmo di YMCA con la nostra animazione sul palco!!! Eravamo presi talmente bene che, anziché finire il tutto alle due del mattino, siamo rientrati a scuola alle 4!
Il 1 gennaio siamo stati ospiti in diverse famiglie della zona per il pranzo. È stata l’occasione per conoscere un po’ la gente di Amburgo, la loro vita, le loro idee. Col Della ho conosciuto una coppia di pensionati coi quali ho potuto rispolverare un po’ il mio tedesco (erano anni che non spiccicavo una parola e non pensavo di esserne ancora capace!). Abbiamo passato ore tranquille in loro compagnia mangiando “Nudeln” (pasta al forno tipica tedesca) e bevendo vino trentino (aria di casa mia)!!!
Purtroppo il giorno stesso abbiamo dovuto caricare gli zaini sulle spalle e ripartire alla volta dell’Italia! Salutati tutti i nostri compagni di avventura (e il Della le sue due rumene!:)) e i nostri ospiti, ci siamo diretti al luogo prefissato per la partenza dove, alla stazione della metro, abbiamo mangiato un Kebab godurioso!!!
Il viaggio di rientro ha avuto un imprevisto per merito della sottoscritta (ma quando imparerò a tenere il becco chiuso!). Dopo alcune discussioni circa l’obbligo o meno di esporre la propria esperienza davanti agli altri sulle ginocchia di don Piergiorgio (vorrei ricordare il fuoco di Sant’Antonio di Vale…), diverse canzoni in francese, i tentativi di Merlo per sedurre “pane e tulipani”, molti “casse-croutes” valdostani, compiti di italiano da correggere… siamo tornati a casa!
Al termine di questa meravigliosa avventura ci siamo ripromessi di rincontrarci l’anno seguente per un altro “Pellegrinaggio di Fiducia sulla Terra”! Così è stato…