Life is a journey
La vita è un viaggio








Viaggio in Croazia

Credo che questo 2005 mi abbia già fatto tantissimi regali, tra questi ci sono stati diversi viaggi veramente molto importanti, l'ultimo dei quali in Croazia, in un campo profughi a Dumace, a circa 100 chilometri da Zagabria. È stata un'esperienza stupenda che mi ha arricchita tantissimo e che mi ha fatto capire molte cose che difficilmente dimenticherò… Con me sono venuti ragazzi di Empoli e di Benevento, in tutto eravamo 17. Sono partita da Aosta giovedì 28 luglio… ero abbastanza preoccupata perché non conoscevo nessuno di quelli che avrebbero fatto questa esperienza con me, inoltre era la prima volta che affrontavo un viaggio così lungo (Aosta - Empoli) da sola… Il viaggio in treno è andato molto bene, al di sopra delle mie aspettative e poi è passato abbastanza veloce… Alla stazione di Empoli c'erano ad aspettarmi 3 ragazzi (Francesca, Lorenzo e Francesco) e il loro capo Giuseppe. Mi hanno accolto strabene sin dall'inizio. Sono andata a casa di Francesco, il ragazzo che mi avrebbe ospitato quella notte, e, tra una chiacchierata e l'altra, e dopo una mega cena, siamo usciti con Lorenzo; mi hanno fatto conoscere un po' il centro della città, ma soprattutto ho potuto vedere da vicino i campioni della squadra dell'Empoli, visto che quella sera c'era la presentazione della squadra.:-) Siamo tornati a casa verso mezzanotte e mezza, ho parlato ancora un po' con Francesco e poi siamo andati a dormire per mezz'ora…Da Empoli siamo partiti alle 3- 3.30 di notte, per arrivare verso le 10 a Trieste, dove, dopo aver fatto un breve giro turistico, abbiamo visitato la risiera di san Sabba e la foiba di Basovizza, "museo" e monumento molto interessanti e toccanti… Il giorno dopo siamo partiti, per arrivare nel primo pomeriggio a Petrinja, la città più vicina al campo profughi, dove abbiamo mangiato, inaugurato ufficialmente l'esperienza e fatto alcune attività per iniziare a conoscerci, successivamente siamo partiti verso il campo… Abbiamo ricevuto una fantastica accoglienza da parte dei bimbi, che ci hanno fin da subito regalato bellissimi sorrisi, calorosi abbracci ed emozioni che sono difficili da spiegare, ma che hanno acceso in me una voglia di fare e di dare, che mai prima di allora avevo provato… Questo campo profughi è composto da una 60ina di casette nelle quali abitano famiglie intere, ci sono 3 bagni, 3 cucine, una casetta che fa da chiesa e una che fa da scuola. È in quest'ultima che noi abbiamo dormito… Già dalla prima sera abbiamo iniziato a integrarci, visto che i ragazzi del turno precedente, che stavano con noi fino al giorno dopo, avevano organizzato una festicciola… Mi ha molto stupito come questi bambini si fossero legati a noi dopo poche ore che passavano con noi: per esempio ci avevano dato dei nomignoli che erano i nomi dei personaggi del telefilm "Un medico in famiglia", una delle poche trasmissioni italiane che vedevano alla televisione… Era bellissimo vedere bambini che non conoscevi saltarti al collo, darti bacini o regalarti abbracci veramente molto calorosi… avevo bisogno di quel piccolo ma grande affetto e penso che un po' tutti ne avevamo bisogno… Ci serviva riscoprire quanto vale realmente un gesto cosi semplice, ma al tempo stesso così difficile come un abbraccio… solo a pensarci ora mi sento cosi povera di questi momenti… La prima notte non ho dormito molto, continuavano a venirmi in mente le tante immagini, come in un album fotografico, dei sorrisi ricevuti, dei tantissimi momenti stupendi che vissuti nelle ultime ore… Dal giorno seguente siamo entrati nel vivo del campo…
La giornata tipo era più o meno così: ci svegliavamo verso le 7:30, facevamo colazione, ci lavavamo, avevamo un piccolo momento nostro di gruppo in cui i capi ci proponevano frasi sulle quali, divisi per gruppi, avremmo dovuto rifletterci; poi iniziavano le attività con i bimbi: di mattina si tendeva a fare soprattutto attività manuali (scoobidoo, braccialetti, collane, palloncini animati, ecc…) e di pomeriggio si giocava a giochi di squadra come pallavolo, calcio, ecc… Quasi tutte le sere si organizzava il mega bingo, vale a dire una specie di tombola che attirava sia grandi che piccoli… la sera, dopo cena ci si radunava per fare cerchi in cui si cantava, ballava, giocava; poi tutti a nanna… Il primo giorno ero di turno per la colazione e così sono uscita per prima dalla casetta e, mentre camminavo abbastanza assonnata verso la cucina, mi sono trovata al collo Irena, una bimba che con un bacio sulla guancia mi voleva augurare il buon giorno: è stata una sensazione bellissima che non riesco a togliere dalla mia mente e, ogni volta che ci penso, mi viene una sensazione strana, un misto di felicità e di tristezza… Il primo giorno sono anche andata a Petrija, con i capi e il ragazzo che era di turno con me in cucina, a fare la spesa; durante il tragitto mi sono resa conto di una cosa che non avevo notato il giorno prima, all'arrivo, e cioè che era impedito l'accesso a gran parte dei prati che costeggiavano la strada, perché erano campi minati…. Solo a ripensarci mi viene la pelle d'oca… I giorni passavano velocemente, noi ci legavamo sempre di più ai ragazzi e la cosa era reciproca; la lingua, ostacolo che i primi giorni pareva insuperabile, pareva un po' più semplice e iniziavamo a "parlocchiare" in serbo-croato; ci faceva sorridere quando dicevamo anche tra di noi parole in questa lingua, tipo "buongiorno", "come stai?"ecc. Ogni giorno, nonostante il tempo non sia mai stato troppo favorevole, i bimbi, già dalle 7:30, erano davanti alla nostra casetta ad aspettare che li animassimo… sono scene che, forse, raccontate cosi non rendono molto, ma che, lo assicuro, se vissute sono veramente toccanti… Mercoledì siamo andati a visitare Zagabria, città molto carina, abbiamo visto la cattedrale e abbiamo avuto un incontro con una suora che mantiene i contatti per organizzare i campi italiani nel campo-profughi. La sera siamo andati in un ristorantino molto carino, dove abbiamo mangiato molto bene e bevuto ottima birra… siamo tornati al campo abbastanza tardi, ma, nonostante ciò, i bimbi erano tutti lì ad aspettarci per augurarci la buonanotte… Da giovedì abbiamo ripreso il ritmo, anche se incominciavamo a renderci conto che i giorni passavano troppo in fretta e si avvicinava sempre di più il giorno della partenza… Infatti ben presto arrivò il sabato, giorno in cui abbiamo cercato di organizzare al meglio l'accoglienza per il gruppo che sarebbe arrivato, la festa per l'ultima sera e i preparativi per la partenza… Forse la cosa più divertente di quel giorno è stata la preparazione di una mega macedonia per tutti, non so quante mele, banane, pesche ecc abbiamo sbucciato e tagliato quel giorno, ma posso assicurare che erano una quantità enorme… La sera la festa è stata stupenda, anche se iniziavano a prenderci "i magoni" pensando ai saluti…
Il giorno dopo ci siamo svegliati abbastanza presto, abbiamo preparato tutto, abbiamo aspettato che alcune persone tornassero dalla messa per salutarle, dopodiché ci siamo dedicati ai saluti, ai baci, agli abbracci e ai pianti... È vero: avevamo vissuto in condizioni igieniche non delle migliori, avevamo avuto alcuni problemi, ma quelle persone ci hanno dato veramente tantissimo e non mi riferisco sole alle cose materiali (le decine di uova, gli innumerevoli cetrioli, i panetti di margarina…) :-) bensì all'affetto, ai tanti insegnamenti, a tanti valori che forse noi stavamo dimenticando… È stata veramente duro salire sul pulmino e salutarli… l'ultima immagine che ho di loro è quella di due grandi catene umane che si sono disposte davanti ai nostri 2 pulmini prima di partire…

È stata un'esperienza veramente fantastica, mi vergogno abbastanza di non essere riuscita a esprimere come avrei voluto tutte le mie emozioni, mi spiace di essermi dilungata forse un po' troppo su alcuni punti… però vi assicuro che è abbastanza difficile raccontare questo tipo di esperienza a chi non le ha provate… non sono le solite scuse… Sicuramente se questa esperienza ha contato così tanto per me è per merito della fantastica compagnia, alla quale mi sono legata moltissimo e alle quali vorrei, ancora una volta, rivolgere un enorme grazie!!!!! Grazie perciò a Giuseppe, Moira, Veronica, Francesca, Andrea, Francesco, Lorenzo, Stefano, Armando, Alessandro, Marco, Giuseppe, Raffaello, Carlotta e un grazie specialissimo anche a Simona e a Paolo

Sophie